4 Spinoza l’Etica gli affetti primari e secondari

Author:

Laura Pirotta

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ben ritrovato in una nuova puntata su spinoza in questa puntata parliamo della sua concezione di etica che è contenuta nel trattato sulle mendacio né dell'intelletto opera suddivisa in tre tematiche la tematica su dio trattata nel libro primo la tematica sulla mente trattata nel libro iii e la tematica su come l'uomo si può liberare dalle passioni trattata nel libro terzo quarto e quinto come vedi la trattazione sulla libertà delle passioni ricopro un ruolo molto importante in questo trattato e lo approfondiremo a breve prima cosa importante da sottolineare che spinoza fa scendere l'uomo dal piedistallo ricollocandolo all'interno di una natura che è sempre la medesima come dice lui questo vuol dire che l'uomo fa parte della natura e non è diverso da tutto il resto delle cose degli animali presenti in natura non è migliore non è su un piedistallo perché tutta la natura uguale questa tesi chiamata della naturalità dell'uomo fa quindi scendere l'uomo dal suo intero togliendoli quindi la posizione privilegiata che fino a quel momento credeva di avere rispetto a tutte le altre cose presenti in natura per spinoza l'uomo è soggetto alle stesse regole degli altri esseri presenti in natura né più né meno come abbiamo già detto per spinosa l'ordine del cosmo e un ordine geometrico e anche le passioni seguono quest'ordine del resto dobbiamo considerare che spinoza disse in un periodo storico in cui andava molto di moda e rendere tutto scientifico matematico e geometrico ma veniamo alle passioni per spinoza le passioni non vanno condannate o derise ma vanno capite comprese fino in fondo e per fare ciò il filosofo propone una vera e propria geometria delle passioni o degli affetti l'obiettivo di questa geometria delle passioni è quello di capire a fondo quali sono le regole e le forze che guidano l'uomo nella propria condotta quotidiana e soprattutto spinoza vuole capire quando si è schiavi delle passioni o quando e come ce ne si libera invece che parlare di passioni e di emozioni spinoza usa il termine affetti per indicare come dice lui stesso in questo passo del suo trattato le affezioni cioè le modificazioni il corpo dalle quali la potenza ad agire del corpo stesso è accresciuta o diminuita assecondata o impedita insieme le idee di queste affezioni gli effetti possono essere divisi in due tipologie vediamo la prima distinzione che è tra le azioni e le passioni le azioni sono quegli affetti di cui siamo causa adeguata ossia dove io agisco in modo attivo le passioni sono invece quegli affetti che noi subiamo e di cui non siamo quindi causa adeguata spinosa distingue però anche tra aspetti primari e aspetti secondari gli affetti primari sono la cupidi ta la letizia e la tristezza la copi dita e il primo e più importante degli affetti primari che nasce dallo sforzo di autoconservazione è la sua versione cosciente appunto di questo sforzo di auto conservarsi la copi dita e quindi il desiderio di esistere di auto conservarsi appunto in vita e da questo affetto primario ne seguono gli altri due primari che sono appunto la rete xia e la tristezza la retina è quell'affetto collegato al passaggio da una perfezione minore ad una perfezione maggiore invece al contrario la tristezza è il passaggio da una percezione maggiore ad una minore insomma letizia e tristezza sono tra loro opposti da letizia che porta ad una percezione maggiore mentre la tristezza ad una perfezione minore da questi tre affetti primari che ripeto sono la copi l'itala letizia e la tristezza derivano tutti gli altri affetti e passioni secondarie e venivano anche il bene e il male bene e male che anche in questo caso sono opposti tra loro dove il bene è la forza che spinge verso lo sforzo di autoconservazione mentre il male fa il contrario si annuncia lo sforzo di autoconservazione veniamo agli effetti secondari che scaturiscono principalmente dalla spinta della letizia della tristezza verso una causa esterna che fa nascere l'amore da un lato e l'odio dall'altra amore odio sono i primi effetti secondari delineate appunto da spinoza a cui seguono la propensione e la versione la devozione e l'irrisione la speranza e la paura la sicurezza e la disperazione e altre ancora abbiamo visto che l'uomo tende prima di tutto ad autoconservarsi ossia la prima cosa che pensa e la sua sopravvivenza che è la cosa obiettivamente più importante perché senza quello sforzo praticamente saremmo morti ecco che quindi l'uomo è spinto da questo sforzo di autoconservazione che è in sostanza una legge comune ci accomuna tutti è una legge comune del comportamento umano nonostante ognuno di noi sia diverso ognuno di noi però ha una cosa in comune ossia lo sforzo di autoconservazione e qui arriviamo al fatto che per spinoza non possiamo sottrarci alle passioni e quindi in realtà il libero arbitrio è solo un'illusione perché siamo comunque schiavi delle nostre passioni la schiavitù è per il filosofo l'impotenza dell'uomo a moderare a reprimere gli affetti già che l'uomo sottoposto agli affetti non è padrone di sé ma in balia della fortuna però attenzione l'uomo non è solo passione perché anche la ragione dentro di sé è come se dentro di ognuno di noi ci fossero gli affetti da un lato e la ragione dall'altro quindi l'uomo non stupisce soltanto lo sforzo di autoconservazione perché è in grado con la ragione di essere consapevole di questo sforzo ma quindi l'uomo è libero o schiavo dunque per spinoza noi esseri umani viviamo e agiamo nel mondo in base all'utile ossia il nostro tornaconto che cosa ci è utile con noi agiamo in base a quello tu fai una determinata cosa perché hai uno o più obiettivi altrimenti non faresti nulla quindi noi in realtà non siamo liberi ma determinati perché ci muoviamo in modo deterministico verso l'utile che vogliamo ottenere dalle nostre azioni pur consapevole di questa cosa spinosa propone due strade la fa da della schiavitù delle passioni quando l'uomo agisce per il suo utile in modo inconsapevole istintivo e la strada della libertà delle passioni quando l'uomo agisce per il suo utile con consapevolezza solo attraverso questa strada possiamo essere gli pur nel rispetto della legge deterministica che abbiamo detto poco fa quindi l'uomo deve agire in modo attivo non deve subire deve essere consapevole e avere quella che spinosa chiama la conoscenza adeguata questa conoscenza ci consente di non essere in balia delle emozioni ma di saperle gestire come dice lui stesso un affetto dunque è tanto più il nostro potere e la mente nel pati c'e tanto meno quanto più lo conosciamo quindi la conoscenza adeguata e quella conoscenza che conosce le cose sotto l'aspetto della necessità ed è per l'uomo il bene supremo è fonte di beatitudine e qual è il bene supremo in assoluto per spinoza sicuramente la conoscenza di dio come dice lui stesso il bene supremo della mente è la conoscenza di dio e la suprema virtù della mente è la conoscenza di dio e questa conoscenza di dio è amore ragione insieme dove la ragione diventa essa stessa emozione quindi in ultima istanza per liberarsi dalle passioni e necessario contemplare quel dio natura di cui abbiamo parlato nella precedente puntata attraverso quello che spi nota chiama l'amore intellettuale di dio nella prossima puntata aggiungeremo un altro tassello alla conoscenza della filosofia di spinoza proprio scoprendo i generi della conoscenza per il filosofo

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